David di Donatello: Favino fa un appello a favore del cinema a scuola

All’appello di Pierfrancesco Favino a favore dell’introduzione del cinema e dell’audiovisivo a scuola durante la premiazione dei David di Donatello, i Ministri della Cultura e dell’Istruzione avevano già risposto.
Il progetto “Cinema e Immagini per la Scuola”, nato tre anni fa dall’esigenza di portare l’educazione al cinema tra i banchi di scuola, è ancora giovane e per questo ancora poco conosciuto.
Infatti, l’appello di Favino a favore dell’insegnamento del cinema nelle scuole, dell’importanza per i giovani studenti di saper tenere in mano una cinepresa, della “vita” che c’è nel cinema, raccolto e rilanciato anche dalla Presidente Piera De Tassis, è alla base del Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola promosso dal Ministero dell’Istruzione – Direzione Generale per lo studente, l’integrazione e la partecipazione e dal Ministero della Cultura – Direzione Generale Cinema e Audiovisivo.

La stessa Accademia del Cinema Italiano – Premi David di Donatello ha realizzato, con il sostegno del Piano Nazionale, il progetto formativoNel labirinto del Cinema“.
Le iniziative del Piano sono volte proprio ad introdurre il linguaggio cinematografico e audiovisivo nelle scuole di ogni ordine e grado, come strumento educativo in grado di facilitare l’apprendimento ed essere utilizzato trasversalmente nei percorsi curriculari.
Sentire l’urgenza e la passione dei Professionisti del settore fa capire che si sta andando nella giusta direzione.
Sono state tante le iniziative finanziate dal Piano in questi anni, che non si sono fermate neanche durante la pandemia. Formazione di docenti, corti, documentari, festival, rassegne si sono potuti realizzare grazie alla lungimiranza dei Ministri della Cultura e dell’Istruzione, che hanno fortemente voluto il Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola.
Studentesse e studenti di tutt’Italia hanno studiato e lavorato con il cinema, hanno ricoperto ruoli diversi, dall’operatore, al regista, all’attore, allo scenografo, al costumista, diventando delle vere e proprie troupe, hanno scritto sceneggiature, si sono trasformati in critici, si sono confrontati con grandi temi sviluppati dai film più famosi.
Le scuole sono diventate dei veri set. Le città si sono animate di ragazze e ragazzi che avevano voglia di raccontare e raccontarsi. C’è “tanta vita”, come ha detto bene Pierfrancesco Favino. E c’è anche un po’ di futuro.

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