Rassegna “(Dis)abilità in primo piano” – Kulta srl

Progetto
Il progetto prevede una rassegna ragionata su film in grado di documentare come nel tempo sia evoluta la rappresentazione della disabilità: gli studenti hanno così l’opportunità - grazie alle potenzialità offerte dal linguaggio filmico e audiovisivo e alla sua analisi critica - di assumere una nuova consapevolezza su un tema fondamentale per l’inclusione e la cittadinanza attiva, contro ogni genere di discriminazione.

La Rassegna “(Dis)abilità in primo piano” si è svolta presso l’Istituto Tecnico Agrario Garibaldi di Roma, coinvolgendo studenti del secondo anno. I ragazzi e i professori hanno avuto la possibilità di confrontarsi con una tematica importante e di grande valore come quella della disabilità e dell’inclusione (che connota nei fatti il profilo di questo Istituto) in grado di accrescere valenze di cittadinanza attiva, e contemporaneamente avranno modo di approcciare il linguaggio filmico e audiovisivo come un potente strumento di crescita e di consapevolezza critica.

I ragazzi, accompagnati dagli insegnanti coinvolti, e con la collaborazione di Gianluca Nicoletti, hanno partecipato alla visione di 5 film, scelti come particolarmente significativi e avranno modo di mettere a frutto l’esperienza in ottica di inclusione, all’interno della scuola stessa:

Tommy e gli Altri (28 marzo 2019)

Mi chiamo Sam (9 aprile 2019)

Quanto Basta (2 maggio 2019)

Wonder (7 maggio 2019)

La teoria del tutto (16 maggio 2019)

La reale inclusione della disabilità (sia essa disabilità fisica, neurodiversità, ecc.) è una delle sfide più attuali che i ragazzi, a partire dalla scuola e dalla famiglia, possono vincere diventando protagonisti attivi di una società più inclusiva e aperta alle differenze.

La rappresentazione della disabilità nel tempo è stata oggetto di mutamenti legati all’evoluzione del sentire sociale, dei codici comunicativi dei mass media (pubblicità, film, ecc.), dei cambiamenti legislativi, e così via. Attualmente, ad esempio, assistiamo a una grande esposizione della disabilità nella sua variante dei “supereroi”: da Bebe Vio ad Alex Zanardi in tv e negli spot, fino a personaggi Asperger (Autismo ad Alto Funzionamento) in stile Sheldon Lee Cooper, uno dei protagonisti della famosa sitcom “The Big Bang Theory”.

È tuttavia importante che questa tematica non sia limitata a sguardi solo parziali o a schemi di rappresentazione troppo omologati. L’obiettivo del progetto è stato quindi ripercorrere la storia di come la disabilità sia stata resa visibile e sia stata comunicata nel tempo: grazie a una rassegna audiovisiva dedicata, è stata proposta un’analisi della tematica in modo non didascalico ma in grado di innescare dinamiche di analisi proattive, capaci di generare un cambiamento nel sentire e nei comportamenti, disinnescando paure e smontando stereotipi e pregiudizi.

Valore didattico

Come scrisse il Giornalista Corrado Fontana “(…) la nostra società dell’informazione necessita di aggiornare la percezione che il pubblico ha delle persone con disabilità (parola ingannevole, che nasconde una sconfinata varietà di situazioni), rendendole più vicine, togliendo loro intorno paure ingiustificate ed eccessive cautele”.

Un progetto che, grazie alla fruizione filmica e audiovisiva, ha perseguito obiettivi didattici di inclusione della disabilità e più in generale di inclusione della diversità, ha avuto un importante valore educativo interdisciplinare che ha compreso diverse educazioni, soprattutto per quanto riguarda la formazione di un cittadino globale capace di aprirsi al valore delle differenze – culturali, religiose, sociali, personali – nel rispetto della propria e altrui diversità e dei diritti di ciascuno.

È stato anche un approccio finalizzato al riconoscimento dei pregiudizi e stereotipi culturali che creano a livello emotivo e relazionale un ostacolo al dialogo, al confronto paritario e alla risoluzione pacifica dei conflitti. L’iniziativa ha lavorato sui punti di vista, sul senso critico e sull’empatia, sulla trasformazione di pratiche esclusive in prassi inclusive, attente alla dignità umana e al principio di uguaglianza per tutti.

Parlare di disabilità offrirà ha offerto lo spunto per parlare di bullismo (spesso, ad esempio, i ragazzi neurodiversi sono bullizzati), di hate speeching, del “politicamente corretto”, dei social, dei meme offensivi.

Da sottolineare infine che gli studenti – grazie alla Rassegna di Film e output audiovisivi e ai materiali didattici dedicati – hanno imparato che il modo di presentare un argomento non è mai neutro: il punto di vista esprime sempre e comunque una posizione e pone lo spettatore davanti a un’interpretazione soggettiva della realtà. Essere fruitori consapevoli dei linguaggi, delle tecniche e delle modalità alla base della costruzione dei prodotti audiovisivi consente a qualunque cittadino di poter esercitare il proprio spirito critico e allo stesso tempo di aumentare la consapevolezza alla base dei comportamenti messi in atto nella vita di tutti i giorni. Alla fine del percorso didattico, ai ragazzi è stato evidente che il cinema non è solo quello in sala e che comprendere linguaggi, sintassi e caratteristiche degli output audiovisivi li renderà capaci di comprendere la differenza tra media, canali, linguaggi e registri di comunicazione: gli studenti apprenderanno che saper “smontare” un film, un cortometraggio, un puntata di una serie o uno spot dà loro una competenza importante in termini di comprensione e di consapevolezza del mondo in cui sono immersi.

CIPS - Cinema e Immagini per la Scuola
Piano nazionale di educazione all'immagine per le scuole promosso dal Ministero della Cultura e dal Ministero dell’Istruzione
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