19/01/2025
Greta Scarano si conferma una delle voci più interessanti del nuovo cinema europeo grazie al successo del suo film La vita da grandi, opera prima che ha conquistato pubblico e critica. Il film ha recentemente vinto l’European Young Audience Award agli EFA, uno dei riconoscimenti più prestigiosi del panorama cinematografico europeo, assegnato da una giuria composta interamente da giovani sotto i vent’anni.
Durante la cerimonia degli European Film Awards, Scarano ha ritirato il premio sottolineando il valore simbolico di un riconoscimento che “viene dal futuro”, ringraziando cast e troupe e in particolare Matilda De Angelis, protagonista del film, capace di portare sullo schermo una storia complessa con grazia e autenticità. Un premio che non celebra solo il talento artistico, ma anche la capacità del cinema di parlare ai giovani di temi sociali con sincerità e senza retorica.
La vita da grandi racconta la storia di Irene e di suo fratello Omar, un ragazzo autistico con sogni ambiziosi e un forte desiderio di autonomia. Ispirato a una storia vera, quella dei fratelli Tercon, il film affronta con tono leggero ma profondo temi come l’autismo, l’inclusione, il “dopo di noi” e i legami familiari, riuscendo a coinvolgere emotivamente senza cadere nel vittimismo.
Il riconoscimento agli EFA arriva dopo un altro premio di grande rilievo: il Biglietto d’Oro CIPS, assegnato al film nell’ambito delle Giornate Professionali di Cinema di Sorrento. Questo premio, promosso dal Piano Nazionale Cinema e Immagini per la Scuola, aveva già segnalato La vita da grandi per il suo valore educativo e umano e per la capacità di promuovere consapevolezza, solidarietà e una visione autentica della disabilità.
La doppia affermazione, prima con il Biglietto d’Oro CIPS e poi con la vittoria agli EFA, conferma il valore assoluto del film e la forza di un progetto capace di unire qualità artistica, impegno sociale e una straordinaria capacità di dialogo con le nuove generazioni. Con La vita da grandi, Greta Scarano firma un esordio maturo e necessario, destinato a lasciare un segno duraturo nel cinema contemporaneo.

